Cappella di Santa Felicita - Cammino di San Gerardo

Cammino di San Gerardo
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Cappella di Santa Felicita

In località  Acquasanta, presso Pietrafitta, in comune di Settefrati, è ubicata la  Cappellina di Santa Felicita, unica in tutta la Diocesi. Si presenta a pianta  quadrangolare con volta a botte. All’interno, sulla parete di fondo, c’è un  piccolo altare sormontato da un quadro raffigurante la Santa, circondata dai  sette figli,he impugna la palma simbolo del martirio subìto attorno al 150 dopo Cristo . Al centro del pavimento, si apre un tombino che permette di vedere una polla d’acqua sorgiva. Ecco, dunque, dove si riscontra l’unicità e la sacralità di una Cappellina costruita su di una sorgente. L’acqua ribollente si riversa, attraverso tre bocchette, nella vasca in pietra che divide la cappellina dal piazzale antistante. La sorgente per le sue qualità terapeutiche viene chiamata ‘Acqua Santa’. Ne hanno parlato gli storici alvitani Giulio Prudentio nel
1574 e Giovanni Paolo Castrucci nel 1633 scrivendo che sul luogo accorreva gente da tutta la contea di Alvito e dai paesi limitrofi. Venivano con i loro figlioletti, soprattutto i più gracili. Dentro un canestro li immergevano nudi nella vasca, tre volte. E il Prudentio conclude “et più mirabile cosa che i figliolini dopo pochi giorni si vedono robusti e coloriti e con appetito naturale”. Lo storico Don Dionigi Antonelli ha raccolto nel suo libro ‘Settefrati nel Medioevo di Val Comino’ testimonianze orali attestanti, ancora nel secolo scorso, la pratica dell’immersione di bambini nella vasca.
   
La vita e il  martirio da Santa Felicita, sono mirabilmente illustrati dallo storico Nicola  Gambino. “Felicita dev’essere nata tra il 110 e il 120 se alla sua morte  avvenuta nel 161 il figlio maggiore contava diciotto anni. Nacque e visse a  Roma. Che provenisse da nobile famiglia lo prova anche il suo martirio. In  una persecuzione così ad intervallo di tempo, come fu quella di Antonino Pio  e poi ancora quella dell’imperatore filosofo Marco Aurelio, una persona di  basso rango era più facilmente trascurata.

Invece l’alta posizione di Santa Felicita e la confisca di tutti i suoi beni fece parlare molto alcuni maligni accusatori. Probabilmente proveniva, come il marito, da famiglia cristiana. Di tutti e due non abbiamo che il nome di Felicita senza il cognome e quindi non possiamo stabilire a quale famiglia appartenessero. Fu la loro unione veramente un matrimonio veramente benedetto da Dio, fu quasi un patto di conservare nella nuova famiglia l’eredità di fede e di amore cristiano, che i martiri avevano lasciato sull’arena dei circi e degli anfiteatri, come il seme di un impero vasto quando il mondo e che continuasse a chiamarsi romano: la Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Il Papa San Damaso (eletto nel 366 e morto nel 384) aveva scritto sul sepolcro della Santa questi versi : “Discite quid meriti praestet pro Rege feriri. Foemina non timuit gladium cum natis obìvit. Confessa Christum meruit per saecula nomen” - (traduzione: Imparare (da questa tomba) quale grande merito abbia chi muore per il Re (Cristo). Una donna non temè la morte di spada, ma andò incontro ad essa insieme con i suoi figli; confessando Cristo meritò che il suo nome rimanesse glorioso nei secoli)”
La Cappellina è meta, ancora oggi, di pellegrinaggi. Il 10 agosto, di ogni anno, da parte di compagnie di Scanno, e Pettorano sul Gizio in viaggio verso il Santuario di San Gerardo, sono soliti soffermarsi presso la Cappellina con il triplice scopo di pregare la Santa, di mangiare e rinfrescarsi e non ultimo, di farsi “commare e compare”.
Dopo questa sosta, i pellegrini ripartono alla volta del Santuario di San Gerardo, dove vengono ricevuti, con grandi accoglienze, dalle Autorità e dalla popolazione di Gallinaro. Ma la festa liturgica di Santa Felicita cade il 10 luglio.


DOMENICO COLAROSSI : custode spirituale e materiale della Cappella.
2019 Cammino di San Gerardo


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