Canneto (Settefrati) - Opi - Cammino di San Gerardo

Cammino di San Gerardo
Pellegrino, viandante o escursionista che tu sia, benvenuto!
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Tappa G08 - da Canneto (Settefrati) ad Opi


Tappa: accessibile a tutti, adeguatamente allenati
Distanza: da percorrere: km 17.0 circa
Tempo di percorrenza medio: 6 ore (NB: ore d.p. = ore dalla partenza)                                       
[I tempi di percorrenza sono calcolati sulla base di un escursionista che ha un buon allenamento e conoscenza dell’ambiente montano]
Grado di difficoltà: medio-alta (E.E.)
Canneto (Settefrati) (1030 m s.l.m.)
Opi (1250 m s.l.m.)
Dislivello complessivo in metri : 650 ↗  - 430 ↘
Fondo: asfalto 1%, strada sterrata, sentiero                                                                        
Fonti d’acqua:  Canneto (Settefrati), Opi
Segnaletica: presente nel tratto più in quota del percorso con segni rosso-bianco del PNALM
Percorsi nel PNALM: F2 (N.B.:sui sentieri all’interno del Parco, si deve accedere rigorosamente a piedi, non abbandonare mai i percorsi segnati e rispettare le disposizioni dell’Ente)
Autorizzazione nei periodi richiesti.
Comuni interessati: Settefrati, Opi
Percorribilità: inverno ed inizio primavera, solo per Esperti di Ambiente Innevato (E.A.I.) con idoneo equipaggiamento e conoscenza dell’uso dello stesso


Partendo dalla Valle di Canneto (Settefrati) (1030 m slm), dalla Basilica Pontificia Minore di Maria Santissima di Canneto, edificata nel 1288, sui resti del tempio di una divinità femminile, che in epoca pagana sembrerebbe essere stato luogo di culto dedicata alla Dea Mefite, risalente al III-IV secolo a.C., seguendo la strada sterrata verso nord, si prosegue fino ad entrare nella faggeta, dove si continua sui tornanti del percorso che costeggia il letto del fiume Melfa, che in questo tratto compie i suoi primi chilometri dalla sorgente; poco dopo si incontra una sbarra, dopo la quale si trova il rifugio Acquanera (1330 m slm; 01.30 ore d.p.)e, dopo alcuni minuti di cammino, ci si ritrova in una radura con un casolare abbandonato, il “Casone” di Bartolomucci (1350 m slm; 02.00 ore d.p.), quasi di fronte Fonte la Noce. Da questo punto inizia la Valle dei Tre Confini, che con numerosi tornanti supera una ripida salita, continuando su sentiero a tratti poco evidente, fino ad un bivio (1500 m slm; 03.00 ore d.p.),in cui il ramo di destra porta al rifugio di Forca Resuni, mentre quello di sinistra porta al Valico o Passaggio dell’Orso (1680 m slm; 03.30 ore d.p.). Dallo spartiacque tra il Melfa e il Sangro si scende lungo la Val Fondillo, su comodo sentiero prima e su strada sterrata successivamente, fino a raggiungere la Sorgente Sfranatara con l’omonimo Bivacco (1180 m slm; 05.00 ore d.p.). Continuando lungo la strada sterrata, poco prima di arrivare alla Segheria di Opi, si devia a sinistra, in direzione ovest, risalendo lungo il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela fino ad Opi (12500 m slm; 06.00 ore d.p.).
2019 Cammino di San Gerardo


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